Sulle tracce del Duca degli Abruzzi   

L'Umana Dimora                                                                                                                                                                                                   Università di Brescia


Rwenzori 1906-2006
100 anni di stupore

con il patrocinio di

Club Alpino Italiano Presidenza della
Regione Lombardia
 

Programma di ricerca scientifica nel centenario della prima salita

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Studi ambientali e glaciologici


Referenti: prof. Claudio Smiraglia
                Guglielmina Diolaiuti
                Nakileza Bob
                Gregorio Mannucci


Tema della ricerca

Il tema dell’emergenza ambientale è particolarmente attuale in terra d’Uganda. La grave diminuzione di livello (ca. 4 metri) del lago Vittoria sta creando gravi problemi di approvvigionamento idrico e di produzione di energia idroelettrica nell’intera regione.

Avere una più chiara visione di quello che sta avvenendo a livello regionale, dal punto di vista climatico risulta dunque sempre più urgente. Poter disporre di stazioni climatiche in alta quota e lo studio della recente evoluzione degli apparati glaciali (evidente indicatore del clima) sono in tal senso di grande importanza.

Alla definizione delle linee guida e agli obbiettivi scientifici collabora il Prof. Georg Kaser, direttore del gruppo di lavoro sulla glaciologica tropicale dell’Università degli Studi di Innsbruck e i ricercatori del Dipartimento di Geografia dell’Università di Makerere di Kampala.

Un elemento caratteristico del paesaggio del Rwenzori sono infatti gli apparati glaciali presenti sulle pendici delle vette del gruppo. Il ghiacciaio rappresenta uno straordinario indicatore del cambiamento climatico e la stima delle variazioni in volume di tali apparati è di estrema utilità per la valutazione dei cambiamenti climatici in atto nella zona.

Per l’anno 2006 si prevede la misurazione mediante laser a scansione della fronte del ghiacciaio Speke (che verrà realizzata grazie alla collaborazione dei tecnici del consorzio per l’Innovazione Tecnologica InnTec presente presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia) e la contemporanea misurazione della geometria della valle che negli anni trascorsi era occupata dal ghiacciaio medesimo. Il confronto delle misure attuali con la cartografia del 1955 dovrebbe permettere la stima della massa glaciale persa in questo periodo dal ghiacciaio stesso.


Stazione meteorologica

In prossimità del ghiacciaio Speke, per tutto l’anno 2006, si intenderebbe installare una stazione metereologica automatica di alta quota, fornita dal Comitato Ev-K2-Cnr. La stazione verrebbe installata sotto la supervisione dell’Università degli Studi di Milano e grazie al supporto tecnico del dott. Gregorio Mannucci responsabile del settore frane dell’Agenzia Regionale Per l’Ambiente (ARPA) della Lombardia.

L’installazione della stazione metereologica, come d’altro canto tutte le altre ricerche, avverrà solo dietro l’approvazione dell’Ente Parco del Rwenzori. In tal caso è data disponibilità da parte dei ricercatori di L’Umana Dimora a effettuare una attività di formazione alle guide del Parco del Rwenzori per il mantenimento operativo della stazione meterologica stessa.

Sempre per l’anno 2006 si intenderebbero realizzare misurazioni classiche di posizione di alcune fronti glaciali, nonchè la documentazione fotografica dei medesimi.


Prosecuzione nel tempo

Dopo il primo anno “esplorativo”, nei successivi anni 2007-2008 ai ricercatori dell’associazione L’Umana Dimora si affiancheranno ricercatori del gruppo di ricerca del Prof. Smiraglia dell’Università degli Studi di Milano.

I ricercatori provvederanno alle misurazioni del valore di arretramento delle fronti glaciali raggiungibili anche attraverso strumentazione satellitare GPS.


Il programma inizierà nell'anno 2006. Le risorse per la realizzazione dell'intero programma sono in via di richiesta.

Esempio di misurazione di fronti glaciali in ambiente montano. Anno 2005: modello tridimensionale rilevato con tecniche a laser a scansione del seracco del San Matteo (Alta Valtellina) (foto di Giorgio Vassena)

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