Dispaccio del 26 giugno 2006 - Bujuku, campo base
La spedizione è entrata decisamente nel vivo delle attività ed ogni squadra è
diventata operativa per la propria parte di competenza.
Il gruppo di Gustavo e Bruno si è diretto il 23 giugno dalla capanna John
Matte ad un bivacco nei pressi della Skull Cave, dove hanno trascorso la notte
a quota 3900 m circa. Nella giornata del 24 è stata raggiunta la cima del
Monte Gessi (Punta Bottego) dove è stato materializzato il caposaldo per i
rilevamenti GPS. Il giorno successivo Gustavo ha raggiunto la cima del Monte
Emin dove ha ripetuto le stesse operazioni di misura.
Matteo e Giorgio si sono diretti nella giornata del 24 da Bujuku fino a
raggiungere, al termine della risalita di un ripidissimo e muschioso costone
di roccia, una posizione che consentiva una buona visibilità del ghiacciaio
dello Speke, idonea per il posizionamento del laser-scanner. Dopo avere
installato una tenda di supporto sono ridiscesi al campo base. Nella giornata
successiva sono di nuovo risaliti alla tenda, dalla quale hanno proseguito
fino a raggiungere la sommità del M.te Speke (4890 m). Ridiscesi alla tenda
hanno montato il laser a scansione e posizionato i target necessari per la
georeferenziazione: appena dileguatasi la copertura nuvolosa, verso le ore 2
di notte, è stato dato avvio alla scansione della fronte del ghiacciaio dello
Speke e della valle glaciale sottostante. Le operazioni di rilevamento, che
hanno richiesto un periodico controllo della macchina da parte degli operatori
durante tutto l’arco della notte, sono terminate con le prime luci dell’alba:
la scelta di operare durante la notte si è rivelata ottimale al fine di
raggiungere i risultati desiderati. Sotto un’abbondante nevicata gli operatori
hanno fatto ritorno al campo base nella giornata del 26.
Il gruppo di Marco, Stefano e Ruggero è partito il giorno 24 alla volta della
Capanna Elena (4500 m), raggiunta nel pomeriggio tra nebbia e nevischio al
termine di un sentiero per lunghi tratti ancora fangoso; prima del buio sono
state realizzate alcune riprese di contenuto storico. Dopo avere trascorso la
notte nell’accogliente capanna li accoglie un’alba spettacolare e un cielo
terso: in meno di tre ore viene raggiunta la vetta della Cima Margherita (5109
m), la vetta più alta del gruppo del Ruwenzori. L’itinerario di salita è
notevolmente variato non solo se confrontato con quello percorso dal Duca
degli Abruzzi cento anni fa, ma anche con quello che veniva seguito solo pochi
anni addietro, come riferito dalla guida al seguito. Purtroppo dalla cima il
panorama è offuscato da una fitta nebbia: ciò non impedisce tuttavia di
realizzare altre riprese storiche con gli originali vestiti dell’epoca
gentilmente concessi dal Museo delle Guide di Courmayeur. Nella serata del 25
i tre raggiungono nuovamente il campo base. Il 26 vengono realizzate
osservazioni di contenuto naturalistico, e di seguito anche un’intervista a
Bob Nakileza, professore dell’università Makerere di Kampala coinvolto nella
ricerca coordinata da L’Umana Dimora.
Lunedì 26 giugno tutto il gruppo si ricompatta presso il campo base: arrivano
prima Gustavo e Bruno, quindi Giorgio e Matteo; con loro anche Gaetano,
Francesco e Giovanni, che trasportano la stazione meteorologica da posizionare
nei prossimi giorni nei pressi della forcella Speke.
Nel pomeriggio briefing di tutto il gruppo al completo e pianificazione delle
attività delle prossime giornate.