Dispaccio del 18 giugno 2006 - Kampala

L'avventura della spedizione scientifica del centenario prende sempre più corpo. Ieri, 17 giugno, Vassena ha partecipato (in qualità di relatore e di chairman della sessione scientifica) alla conferenza organizzata dall'Università degli Studi di Torino sull'antropologia delle popolazioni Bakonzo; il popolo di montagna che vive alle pendici del Rwenzori. Quasi drammatica la documentazione del riscaldamento globale in atto in questi monti, che fa prevedere la scomparsa dei ghiacciai sul Rwenzori in un arco di 20 anni ca.
Scottanti temi sul tappeto. Numerosi studiosi di origine Bakonzo sia tra i relatori sia tra il pubblico. Presente anche Tom Stacey, grande esperto della popolazione locale, l'autore del famoso libro "Tribe" che studia la popolazione delle "Montagne della Luna". Solo in lingua inglese maggiori informazioni si trovano sul sito dell'autore all'indirizzo www.tomstacey.com.
Ricordiamo che su "Tribe" si racconta anche dell'incontro tra Stacey e il capospedizione della spedizione scientifica del centenario, Gustavo Corti. Nel 2001, a pochi giorni dall'apertura del Parco Nazionale a conclusione di un lungo periodo di guerriglia, Tom Stacey tenta di scalare la cima Margherita, pensando di essere il primo occidentale a compiere l'impresa. Ma non aveva contato sulla tenacia e la passione di Gustavo. Nel libro Stacey narra dell'incontro con Gustavo Corti, dotato di una "taciturna autorevolezza di un esperto alpinista".
L'incontro con Stacey è estremamente interessante anche per la grande sintonia tra Stacey e Corti. Un acceso dibattito nasce sulla proposta di progetto di educazione che la spedizione italiana intende attivare nei prossimi anni, in accordo con il dott. Filippo Ciantia di AVSI Uganda. Qui il termine educazione viene ancora inteso come una attività di imposizione di un modello culturale.
Vassena chiarisce che il progetto di educazione ed introduzione al reale che la spedizione italiana intende attivare, si basa su una impostazione per cui non esiste educazione senza tradizione. Il compito dell'educatore è in primo luogo educare al rapporto con il reale e dunque, in primo luogo, una riscoperta delle proprie origini, della propria cultura, delle proprie tradizioni. Sotto questo punto di vista, il progetto educativo è una urgenza che unisce Italia e Uganda sul medesimo punto.
Tale impostazione suscita uno spiccato interesse e una evidente sintonia con la platea e Stacey, che ha dedicato la vita alla educazione del popolo Bakonzo, e cioè a far sì che il popolo delle montagne prendesse coscienza della propria identità. La discussione continua in realtà anche il giorno successivo, quando Vassena e Ciantia si recano all'albergo Speke a incontrare nuovamente Stacey, attorniato da giovani e uomini di cultura, di origine Bakonzo, che vengono all'albergo quasi in processione ad incontrarlo.
La serata di sabato si conclude con l'inaugurazione della mostra sui popoli della Luna, organizzata dall'Università di Torino e dal Museo della Montagna. In serata i responsabili della spedizione incontrano un ministro del governo Ugandese, e si concordano numerose azioni per far sì che l'azione di ricerca scientifica e di introduzione educativa alla realtà possa continuare e strutturarsi meglio nel tempo e negli anni futuri. Il tempo a Kampala, come era da aspettarsi, è ottimo. Temperatura mite, di sera e di notte ventilato. Procedono gli acquisti di cibo e vettovaglie per la lunga permanenza in quota (ca 10 giorni) dei 10, e poi 13 ricercatori. Vengono testati gli strumenti, verificato il funzionamento del gruppo elettrogeno. Il gruppo è pronto per partire.

Giorgio Vassena