Dispaccio del 16 giugno 2006 - Da Malpensa a Kampala
Oggi ha preso il volo per Kampala la spedizione scientifica "Rwenzori 1906-2006: 100 anni di stupore.
Sulle tracce del Duca degli Abruzzi", organizzata dall'associazione di protezione ambientale L'Umana Dimora, dall'Università
degli Studi di Brescia (con particolare interessamento e supporto da parte del neoconfermato rettore, prof. Augusto Preti),
con il patrocinio del Club Alpino Italiano e della presidenza della Regione Lombardia.
Alle ore 7 Giorgio Vassena, Stefano Sala, Gregorio Mannucci e Luigi Pellegrini sono partiti alla volta di Kampala.
Pensate il carico di strumenti scientifici al seguito: un gruppo elettrogeno, 3 radio,
2 telefoni satellitari, un computer, varie camere digitali e telecamere, 4 GPS geodetici Trimble, 2 ricevitori GPS
EasyGPS, e numerosi ulteriori pesanti e ingombranti accessori topografici. A Kampala ad accoglierci nella storica
sede di AVSI Uganda, Filippo Ciantia che da anni coordina con competenza il lavoro di una delle maggiori ONG italiane
impegnate nel paese africano. Veniamo ospitati nelle comode stanze della foresteria mentre i circa 200 kg di materiale
tecnico nella stanza riunioni della associazione.
Nella fotografia allegata il responsabile di AVSI Uganda, Filippo Ciantia, saluta il presidente di L'Umana Dimora nonchè
rappresentante del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, Giorgio Vassena e gli altri componenti della spedizione
scientifica e commemorativa al Rwenzori.
Kampala si presenta come sempre, tutto molto verde, temperatura mite, clima leggermente ventilato. In serata, mentre
passeggiamo nel giardino di AVSI, immaginiamo le sensazioni che ebbe il Duca degli Abruzzi quando per la prima volta, nel
giugno 1906 giunse in queste zone, soprattutto al momento del tramonto, con sullo sfondo il lago Vittoria. Non so come
il Duca e i ricercatori al suo seguito, siano riusciti a trasmettere così bene le sensazioni provate attraversando questi luoghi
a Filippo De Filippi che nel 1908 stese l'imponente volume descrittivo della spedizione Rwenzori. "Ardisci e spera", ecco il
motto della regina Margherita, motto che donima il frontespizio del volume e che risultava scritto sulla bandiera che ha
sventolato per la prima volta nel 1906 sulla più alta vetta del Rwenzori, o meglio del "Ruwenzori" come si usa scrivere ad
inizio secolo.
Abbiamo con noi una copia originale del testo, nostra vera guida in questi luoghi. Insieme ad essa la guida di Henry Osmaston,
grande conoscitore di questi luoghi, di cui è appena uscita una nuova versione in lingua inglese.
Domani giornate intense ci aspettano; Luigi si recherà a trovare i cuginetti dei parenti ugandesi, mentre gli altri tre si daranno
da fare nell'organizzazione della logistica in attesa dell'arrivo del seguente gruppo di 5 ricercatori, che partiranno da Malpensa,
con il regista Marco Preti e in particolare con il capospedizione Gustavo Corti, lunedì 19 p.v. .