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Antropologia ed etnoestetica del paesaggio delle Montagne della
Luna
Referente: prof. Ivan
Bargna
Tema della ricerca
Obiettivi di questo studio, proposto dal prof. Ivan Bargna
dell’Università Bicocca di Milano, consistono in:
- integrare l’approccio geologico e naturalistico alla conoscenza dei luoghi con uno di tipo socioculturale che
metta in luce i saperi locali;
- considerare la possibilità che dai saperi locali possano essere estrapolate conoscenze utili alla ricerca
scientifica; infatti se l’idea di un “ambiente fisico” o “naturale” è spesso per le popolazioni africane una lontana astrazione scientifica in quanto
i luoghi acquisiscono un’identità concreta solo in riferimento a una tradizione orale che fornisce una “mappa di senso”, a determinate relazioni sociali e
rappresentazioni cosmologico-religiose, vi è comunque una componente esperienziale della conoscenza dei luoghi che ha valore empirico e pragmatico;
- valutare possibilità e modalità di fruizione da parte delle comunità della zona dei risultati delle
ricerche “atti a una moderna valorizzazione del territorio”. Si tratta cioè di mettere in relazione le acquisizioni scientifiche con le finalità, i modi di vita,
le rappresentazioni, le credenze e gli usi del territorio delle popolazioni locali in modo che si realizzi un innesto fecondo e culturalmente compatibile (comprensibile e
condiviso);
- comprendere gli effetti e le modalità con cui l’incontro con “la modernità” è
avvenuto nell’area oggetto di studio per valutarne l’impatto e gli effetti ritenuti localmente positivi o negativi, tanto sull’ambiente che sulle rappresentazioni che
ne vengono date, l’emergere di nuovi bisogni ecc.;
- considerare i risultati delle attività di conservazione dell’ambiente (Rwenzori National Park) e la
praticabilità e gli effetti di altre possibili strategie e progetti di preservazione dell’ambiente, ecoturismo ecc. introdotti dall’esterno in modo direttivo o con
modalità collaborative.
- condurre una ricerca in chiave etnoestetica sull’allestimento e percezione dei luoghi. La dimensione estetica
verrà considerata nella duplice accezione del termine: come dimensione sensibile dell’esperienza e come apprezzamento e giudizio portato sul “bello”. In entrambi
i casi si porrà la questione del modellamento culturale e storico della dimensione naturale che ad esempio, fa di certi posti dei luoghi sacri (spesso inaccessibili a più) o
dei “luoghi di memoria”. Si tratta di una questione chiave in quanto pone il problema della compatibilità tra la visione paesaggistica degli occidentali, in termini di
panorami o belle vedute, e la percezione dei luoghi che ne hanno le popolazioni locali (in cui spesso le determinanti significative non sono non sono visibili). A tale proposito basti
pensare a quanto la nostra percezione dello spazio in termini di “paesaggio” debba alla pittura, alla letteratura, alla fotografia e al cinema e al fatto che, proprio la
“pittura di paesaggio”, in Africa è invece tradizionalmente assente, e che la sua comparsa è una filiazione dello sguardo coloniale e di quello del turista. Si
tratterà quindi da un lato di capire le caratteristiche salienti dei luoghi tradizionali, quelle che li fanno emergere come unità distinte, e dall’altro di cercare di
comprendere come eventualmente fotografia, cinema e televisione abbiano eventualmente contribuito a riplasmare la locale costruzione e percezione dei luoghi. I metodi di tale studio prevedono le seguenti fasi brevemente elencate: osservazione partecipante, intervista, etnografia
collaborativi, fotografia e video, uso delle risorse presenti sul territorio (università, ONG, parco ecc.), esame della letteratura critica esistente, esame dei materiali
fotografici di archivio esistenti. I prodotti che si intendono realizzare sono un saggio, un video e foto di documentazione, eventuale collaborazione alla realizzazione dei prodotti
divulgativi previsti nel progetto di cooperazione.
La ricerca qui proposta non è al momento finanziata.
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