In the footsteps of the Duke of Abruzzi

 

Promossa da
Università degli Studi di Brescia e Associazione Ambientalista "L'Umana Dimora"

 

 

 

 

 

Entra nel vivo la spedizione scientifica in Rwenzori

 

I ricercatori sulle tracce del duca degli Abruzzi cent’anni dopo la prima salita alle Montagne della Luna


Kampala, 18 Giugno 2006

 

 

 

“Sulle tracce del Duca degli Abruzzi", spedizione scientifica organizzata dall'associazione di protezione ambientale “L'Umana Dimora” e dall'Università degli Studi di Brescia con il patrocinio del Club Alpino Italiano e della presidenza della Regione Lombardia, entra nella fase operativa. I ricercatori Giorgio Vassena, Stefano Sala, Gregorio Mannucci e Luigi Pellegrini ripercorreranno le orme di S.A.R. Luigi Amedeo di Savoia che, nel 1906, per primo, guadagnò la vetta. Ricerche topografiche, ambientali e vari progetti a carattere solidaristico sono gli obiettivi della missione.
Per realizzarli un pesante il carico di strumenti scientifici segue la compagine: un gruppo elettrogeno, 3 radio, 2 telefoni satellitari, un computer, varie camere digitali e telecamere, 4 GPS geodetici Trimble, 2 ricevitori GPS EasyGPS, e numerosi ulteriori pesanti e ingombranti accessori topografici.
A Kampala il gruppo di studiosi è stato accolto nella storica sede di AVSI Uganda, Filippo Ciantia che da anni coordina con competenza il lavoro di una delle maggiori ONG italiane impegnate nel paese africano. Subito Giorgio Vassena, docente di Topografia presso l’Università di Brescia e promotore della spedizione, ha partecipato, in qualità di relatore e di chairman della sessione scientifica, alla conferenza organizzata dall'Università degli Studi di Torino sull'antropologia delle popolazioni Bakonzo; il popolo di montagna che vive alle pendici del Rwenzori.
Né è passata inosservata la drammatica evidenza del riscaldamento globale in atto in questi monti, che fa prevedere la scomparsa dei ghiacciai sulle Montagne della Luna in un arco di 20 anni circa. Tanto più che tra i relatori e tra il pubblico una buona percentuale era rappresentata proprio da studiosi di origine Bakonzo. Presente anche Tom Stacey, grande esperto della popolazione locale, l'autore del famoso libro "Tribe" che studia la popolazione indigena, ma dove è pure raccontato l’incontro con Gustavo Corti, capospedizione della spedizione scientifica del centenario. Nel 2001, a pochi giorni dall'apertura del Parco Nazionale a conclusione di un lungo periodo di guerriglia, Tom Stacey tentò di scalare la cima Margherita, pensando di essere il primo occidentale a compiere l'impresa. Ma non aveva contato sulla tenacia e la passione di Gustavo, ritratto nell’ammirata sintesi caratteriale: "taciturna autorevolezza di un esperto alpinista".
Il dibattito si è animato quando è stata avanzata la proposta di progetto di educazione che la spedizione italiana intende attivare nei prossimi anni, in accordo con il dottor Filippo Ciantia di AVSI Uganda. Il termine educazione viene, infatti, ancora inteso come una attività di imposizione di un modello culturale. “Il progetto di educazione ed introduzione al reale che la spedizione italiana intende attivare – ha subito chiarito Vassena - si basa, invece, su una impostazione per cui non esiste educazione senza tradizione. Il compito dell'educatore è in primo luogo educare al rapporto con il reale e dunque, in primo luogo, una riscoperta delle proprie origini, della propria cultura, delle proprie tradizioni”. Sotto questo punto di vista, il progetto educativo è una urgenza che unisce Italia e Uganda in una concordanza nobile di obiettivi. Tanto che, subito dopo, l’incontro con un ministro del governo Ugandese ha vista la ratifica di numerose azioni per mirate a sostenere l'azione di ricerca scientifica e di introduzione educativa con un piano strutturato e pluriennale.