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“Sulle tracce
del Duca degli Abruzzi", spedizione
scientifica organizzata dall'associazione di protezione ambientale “L'Umana
Dimora” e dall'Università degli Studi di Brescia con il patrocinio del Club
Alpino Italiano e della presidenza della Regione Lombardia, entra nella
fase operativa. I ricercatori Giorgio Vassena,
Stefano Sala, Gregorio Mannucci e Luigi
Pellegrini ripercorreranno le orme di S.A.R. Luigi Amedeo di Savoia che,
nel 1906, per primo, guadagnò la vetta. Ricerche topografiche, ambientali e
vari progetti a carattere solidaristico sono gli
obiettivi della missione.
Per realizzarli un pesante il carico di strumenti scientifici segue la
compagine: un gruppo elettrogeno, 3 radio, 2 telefoni satellitari, un
computer, varie camere digitali e telecamere, 4 GPS geodetici Trimble, 2 ricevitori GPS EasyGPS,
e numerosi ulteriori pesanti e ingombranti accessori topografici.
A Kampala il gruppo di studiosi è stato accolto nella storica sede di AVSI
Uganda, Filippo Ciantia che da anni coordina con
competenza il lavoro di una delle maggiori ONG italiane impegnate nel paese
africano. Subito Giorgio Vassena, docente di
Topografia presso l’Università di Brescia e promotore della spedizione, ha
partecipato, in qualità di relatore e di chairman
della sessione scientifica, alla conferenza organizzata dall'Università
degli Studi di Torino sull'antropologia delle popolazioni Bakonzo; il popolo di montagna che vive alle pendici
del Rwenzori.
Né è passata inosservata la drammatica evidenza del riscaldamento globale
in atto in questi monti, che fa prevedere la scomparsa dei ghiacciai sulle
Montagne della Luna in un arco di 20 anni circa. Tanto più che tra i
relatori e tra il pubblico una buona percentuale era rappresentata proprio
da studiosi di origine Bakonzo. Presente anche Tom Stacey, grande esperto
della popolazione locale, l'autore del famoso libro "Tribe" che studia la popolazione indigena, ma dove
è pure raccontato l’incontro con Gustavo Corti, capospedizione
della spedizione scientifica del centenario. Nel 2001, a pochi giorni
dall'apertura del Parco Nazionale a conclusione di un lungo periodo di
guerriglia, Tom Stacey
tentò di scalare la cima Margherita, pensando di essere il primo
occidentale a compiere l'impresa. Ma non aveva contato sulla tenacia e la
passione di Gustavo, ritratto nell’ammirata sintesi caratteriale: "taciturna autorevolezza di un esperto alpinista".
Il dibattito si è animato quando è stata avanzata la proposta di progetto
di educazione che la spedizione italiana intende attivare nei prossimi
anni, in accordo con il dottor Filippo Ciantia di
AVSI Uganda. Il termine educazione viene, infatti, ancora inteso come una attività di imposizione di un modello culturale. “Il
progetto di educazione ed introduzione al reale che la spedizione italiana
intende attivare – ha subito chiarito Vassena -
si basa, invece, su una impostazione per cui non
esiste educazione senza tradizione. Il compito dell'educatore è in primo
luogo educare al rapporto con il reale e dunque, in primo luogo, una riscoperta
delle proprie origini, della propria cultura, delle proprie tradizioni”.
Sotto questo punto di vista, il progetto educativo è una urgenza
che unisce Italia e Uganda in una concordanza nobile di obiettivi. Tanto
che, subito dopo, l’incontro con un ministro del governo Ugandese ha vista la ratifica di numerose azioni per
mirate a sostenere l'azione di ricerca scientifica e di introduzione
educativa con un piano strutturato e pluriennale.
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