In the footsteps of the Duke of Abruzzi

 

Promossa da
Università degli Studi di Brescia e Associazione Ambientalista "L'Umana Dimora"

 

 

 

 

 

Rwenzori 1906-2006: sulle tracce del Duca degli Abruzzi

 

Ricerche ambientali e glaciologiche, ricerche topografiche, ricerche naturalistiche ecc.: questo il programma della spedizione scientifica che durerà tre anni (16 giugno 2006 -2008)


Milano, 19 Maggio 2006

 

 

 

Nel 1906, Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, conquistava le più alte vette del massiccio  del Rwenzori, (Uganda - Congo) realizzando una spedizione scientifica di grande importanza in una zona di estremo interesse ambientale.
 
In occasione del centenario, alcuni docenti e ricercatori italiani, coordinati dell'Università degli Studi di Brescia e dall'Associazione di protezione ambientale "L'Umana Dimora", sotto la supervisione scientifica, e con il patrocinio del Club Alpino Italiano, ripercorreranno nei prossimi 3 anni (2006-2008) le "tracce del Duca degli Abruzzi". Il patrocinio del CAI ha in particolare il significato dell'interesse del Club Alpino Italiano, anche attraverso il presidente Annibale Salsa, per la ricerca in montagna. Non per nulla le attività di ricerca sono state fatte proprie anche dal Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano che partecipa alle ricerche tramite tre suoi membri (presidente Antonio Guerreschi, Claudio Smiraglia e Giorgio Vassena).
 
L'articolata iniziativa ha forte valenza scientifica e culturale, tanto da aver già meritato il pieno supporto dell'Ambasciata d'Italia Kampala: è intesa alla valorizzazione delle caratteristiche ambientali del massiccio del Rwenzori ed alla realizzazione di strumenti educativi, rivolti ai giovani delle scuole ugandesi (diffuse localmente attraverso la collaborazione della O.N.G. italiana AVSI (Associazione Volontariato per il Servizio Internazionale n.d.r.) e tramite l'attivazione di iniziative di informazione scientifica sulle peculiarità territoriali del Rwenzori National Park e dell'Uganda. Sia AVSI che L'Umana Dimora considerano infatti l'aspetto educativo come una delle proprie "mission".
 
L'educazione, cioè quel processo alla base della costruzione di una coscienza di popolo, che partendo dalla conoscenza delle proprie tradizioni si sviluppi in una attenzione ai diversi aspetti del reale, a cogliere i diversi aspetti che compongono la realtà. E' in questo senso che il Rwenzori è percepito come una grande occasione per lo sviluppo di attività educative per i ragazzi ugandesi, in cui la contemporanea presenza di paesaggi, di ricercatori e di alpinisti che si muovono su quelle alte vette, faccia sorgere la domanda del perché delle cose e dunque una contemporanea passione per il bello e per l'ambiente.
 
L'idea originaria della spedizione "Rwenzori 1906-2006" deriva dall'esperienza maturata in loco del responsabile del "Gruppo Montagna" di L'Umana Dimora, Gustavo Corti (fisioterapista presso uno dei principali Ospedali milanesi),  appassionato alpinista, in lunghi periodi passati in Uganda, ove ha prestato  la sua attività al'’interno di "Progetti di Cooperazione internazionale" su incarico  dell'A.V.S.I., che da 20 anni opera in Uganda con propri progetti umanitari diretti a vari obbiettivi.
Nel triennio 1998-2001, trascorso in Africa, Corti, infatti, ha vissuto un'interessante esperienza umanitaria e professionale, ed ha avuto l'occasione di mettere a frutto anche la propria passione per l'alpinismo compiendo varie escursioni nel paese africano, ed in particolare scalando (accompagnato unicamente da una guida locale e da un portatore), nel luglio 2001, il Monte Stanley ( m 5125), cioè la cima più alta del massiccio del Rwenzori, posta al confine fra l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo, oltre a numerose altre  vette secondarie, primo occidentale a realizzare tali ascensioni , dopo il lungo periodo in cui  quel territorio era stato  inaccessibile agli scalatori e ai turisti.
 
E' infatti avvalendosi di tale sua esperienza che il "Gruppo Montagna" ha deciso di organizzare "Rwenzori 1906-2006" proponendosi di svolgere un'importante attività di ricerca e di ripetere alcune delle ascensioni effettuate dal Duca degli Abruzzi cento anni fa, il tutto per celebrare adeguatamente l'anniversario della sua spedizione. 
 
In linea con tale approccio, gli obbiettivi generali della spedizione scientifica sono:

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          in primo luogo richiamare ad uno studio dell'ambiente non ideologico ma che parta da una passione per l'uomo, che dunque non può che tramutarsi nell'avere a cuore l'ambiente in cui l'uomo vive. Dunque una concezione dell'ambiente come "Dimora" dell'uomo e non dove l'uomo viene considerato fattore di disturbo. Nel caso specifico del Parco del Rwenzori ciò significa  agevolarne la fruizione come risorsa per lo sviluppo dell'uomo ed in particolare delle popolazioni locali e contribuire ad uno sviluppo sostenibile che coniughi la preservazione dell'ambiente al benessere delle popolazioni che in quelle zone vivono; è in questa ottica che si propone un piano di riqualificazione dei bivacchi che accolgono i portatori e gli alpinisti durante la scalata alle vette del gruppo;
 
·           la valorizzazione dell'impresa e del lavoro di documentazione scientifica  svolto dalla spedizione del Duca degli Abruzzi,  attraverso una lettura moderna dei risultati scientifici ed alpinistici al tempo riportati e tramite la ristampa delle copie anastatiche dei volumi storici che documentano l'impresa alpinistica e i risultati scientifici;
 
·           come cent'anni fa, anche in questa spedizione saranno protagonisti i topografi. Allora Winspeare e Cagni rilevarono monti inesplorati; oggi il progetto di cooperazione internazionale vuole supportare il Land Surveying Department d'Uganda nella realizzazione della propria rete geodetica, in gran parte distrutta dalla guerra civile. Verranno quindi misurati alcuni caposaldi all'interno del Parco Nazionale del Rwenzori ed edificati nuovi pilastrini per l'inquadramento topografico delle vette. Inoltre verrà promossa un'azione di raffittimento geodetico, mediante strumentazione GPS, della nuova nascente rete di ordine zero d'Uganda. Si intende in particolare supportare i tecnici locali nella realizzazione dei calcoli di compensazione delle reti GPS, l'inquadramento geodetico, tramite strumentazione GPS, delle vette del massiccio del Rwenzori e il confronto con i risultati ottenuti dalla spedizione del 1906. Tali prime misurazioni saranno il primo contributo ad un progetto di cooperazione, che intende supportare il governo ugandese nella realizzazione della rete geodetica e topografica di inquadramento del territorio, anche tramite la installazione di una stazione permanente GPS di riferimento a Entebbe, presso la sede del Dipartimento del Land Survey Ugandese;
 
·           la realizzazione di  strumenti didattici e divulgativi quali cd-rom e materiale promozionale cartaceo per gli studenti delle scuole Ugandesi, in collaborazione con AVSI;
 
·           nuovi studi glaciologici e ambientali collegati con il fenomeno del riscaldamento globale, coordinati dal prof. Claudio Smiraglia, presidente del Comitato Glaciologico Italiano e con il contributo scientifico del prof Georg Kaser, docente presso l'Insitute fur Geographie, dell'Università di Innsbruck e responsabile del "Tropical Glaciology Group";
 
·           l'installazione, mantenimento e manutenzione di una stazione metereologica automatica, grazie al supporto del Comitato Ev-K2-CNR (che effettuerà l'installazione di una propria stazione);
 
·           realizzazione attraverso l'uso di laser a scansione e di fotogrammetria terrestre di una mappatura delle zone di ritiro glaciale rispetto alla mappa tracciata nel 1955 (D.O.S. Map), in modo da poter determinare la massa di ghiaccio persa dal 1955 ad oggi dagli apparati glaciali del Rwenzori. Tale attività verrà coordinata dall'Università di Brescia;
 
·           la ripetizione delle riprese fotografiche effettuate da Vittorio Sella,  famoso fotografo biellese  che nel 1906 contribuì alla raccolta di dati geologici e glaciologici, lavorando su incarico del Duca degli Abruzzi. Ciò permetterà  ai ricercatori attuali  il confronto e lo studio dell'evoluzione, a cento anni di distanza, di alcune situazioni glaciologiche, geologiche e topografiche attuali con quanto documentato dal Sella.
 
Le ricerche si svolgeranno su base triennale negli anni 2006 e 2008 e avranno inizio nel giugno 2006. I primi gruppi di ricercatori raggiungeranno l'Uganda nei mesi di giugno-luglio 2006, mentre le ricerche avranno luogo fino a tutto il 2008.
 
Per seguire l'evoluzione dei lavori verrà svolta un'attività divulgativa in Italia ed in Uganda che prevede la realizzazione di un filmato, di un ipertesto e di una mostra itinerante.  Sono anche  previste alcune conferenze di carattere scientifico-divulgativo.
 
Tra i principali finanziatori dell'impresa figurano "L'Umana Dimora", l'Università degli Studi di Brescia e i fondi per la ricerca del Ministero per l'Università e la Ricerca Scientifica. In particolare  "L'Umana Dimora" curerà  l'aspetto organizzativo per ciò che concerne l'attività alpinistica, ed il relativo coordinamento  logistico  in loco,  grazie anche alla collaborazione dell'AVSI.  Essa provvederà inoltre alla organizzazione in Italia di eventi, di incontri divulgativi e di altre iniziative finalizzate alla divulgazioni dei risultati. Dal canto suo l'AVSI provvederà al coordinamento delle attività di divulgazione scientifica in territorio ugandese.