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Nel 1906, Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi,
conquistava le più alte vette del massiccio del Rwenzori,
(Uganda - Congo) realizzando una spedizione scientifica di grande
importanza in una zona di estremo interesse ambientale.
In occasione del centenario,
alcuni docenti e ricercatori italiani, coordinati dell'Università
degli Studi di Brescia e dall'Associazione di protezione
ambientale "L'Umana Dimora", sotto la supervisione scientifica,
e con il patrocinio del Club Alpino Italiano, ripercorreranno nei
prossimi 3 anni (2006-2008) le "tracce del Duca degli Abruzzi". Il
patrocinio del CAI ha in particolare il significato dell'interesse
del Club Alpino Italiano, anche attraverso il presidente
Annibale Salsa, per la ricerca in montagna. Non per nulla le
attività di ricerca sono state fatte proprie anche dal Comitato
Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano che partecipa alle
ricerche tramite tre suoi membri (presidente Antonio Guerreschi,
Claudio Smiraglia e Giorgio Vassena). L'articolata
iniziativa ha forte valenza scientifica e culturale, tanto da aver
già meritato il pieno supporto dell'Ambasciata d'Italia Kampala: è
intesa alla valorizzazione delle caratteristiche ambientali del
massiccio del Rwenzori ed alla realizzazione di strumenti educativi,
rivolti ai giovani delle scuole ugandesi (diffuse localmente
attraverso la collaborazione della O.N.G. italiana AVSI
(Associazione Volontariato per il Servizio Internazionale n.d.r.) e
tramite l'attivazione di iniziative di informazione scientifica
sulle peculiarità territoriali del Rwenzori National Park e
dell'Uganda. Sia AVSI che L'Umana Dimora considerano infatti
l'aspetto educativo come una delle proprie "mission".
L'educazione, cioè quel processo alla base della
costruzione di una coscienza di popolo, che partendo dalla
conoscenza delle proprie tradizioni si sviluppi in una attenzione ai
diversi aspetti del reale, a cogliere i diversi aspetti che
compongono la realtà. E' in questo senso che il Rwenzori è percepito
come una grande occasione per lo sviluppo di attività educative per
i ragazzi ugandesi, in cui la contemporanea presenza di paesaggi, di
ricercatori e di alpinisti che si muovono su quelle alte vette,
faccia sorgere la domanda del perché delle cose e dunque una
contemporanea passione per il bello e per
l'ambiente. L'idea originaria della spedizione
"Rwenzori 1906-2006" deriva dall'esperienza maturata in loco del
responsabile del "Gruppo Montagna" di L'Umana Dimora, Gustavo Corti
(fisioterapista presso uno dei principali Ospedali milanesi),
appassionato alpinista, in lunghi periodi passati in Uganda, ove ha
prestato la sua attività al'’interno di "Progetti di
Cooperazione internazionale" su incarico dell'A.V.S.I., che da
20 anni opera in Uganda con propri progetti umanitari diretti a vari
obbiettivi. Nel triennio 1998-2001, trascorso in Africa, Corti,
infatti, ha vissuto un'interessante esperienza umanitaria e
professionale, ed ha avuto l'occasione di mettere a frutto anche la
propria passione per l'alpinismo compiendo varie escursioni nel
paese africano, ed in particolare scalando (accompagnato unicamente
da una guida locale e da un portatore), nel luglio 2001, il Monte
Stanley ( m 5125), cioè la cima più alta del massiccio del Rwenzori,
posta al confine fra l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo,
oltre a numerose altre vette secondarie, primo occidentale a
realizzare tali ascensioni , dopo il lungo periodo in cui quel
territorio era stato inaccessibile agli scalatori e ai
turisti. E' infatti avvalendosi di tale sua esperienza
che il "Gruppo Montagna" ha deciso di organizzare "Rwenzori
1906-2006" proponendosi di svolgere un'importante attività di
ricerca e di ripetere alcune delle ascensioni effettuate dal Duca
degli Abruzzi cento anni fa, il tutto per celebrare adeguatamente
l'anniversario della sua spedizione. In linea
con tale approccio, gli obbiettivi generali della spedizione
scientifica sono:
·
in primo luogo richiamare ad uno studio
dell'ambiente non ideologico ma che parta da una passione per
l'uomo, che dunque non può che tramutarsi nell'avere a cuore
l'ambiente in cui l'uomo vive. Dunque una concezione dell'ambiente
come "Dimora" dell'uomo e non dove l'uomo viene considerato fattore
di disturbo. Nel caso specifico del Parco del Rwenzori ciò
significa agevolarne la fruizione come risorsa per lo sviluppo
dell'uomo ed in particolare delle popolazioni locali e contribuire
ad uno sviluppo sostenibile che coniughi la preservazione
dell'ambiente al benessere delle popolazioni che in quelle zone
vivono; è in questa ottica che si propone un piano di
riqualificazione dei bivacchi che accolgono i portatori e gli
alpinisti durante la scalata alle vette del gruppo; ·
la valorizzazione dell'impresa e del lavoro di documentazione
scientifica svolto dalla spedizione del Duca degli
Abruzzi, attraverso una lettura moderna dei risultati
scientifici ed alpinistici al tempo riportati e tramite la ristampa
delle copie anastatiche dei volumi storici che documentano l'impresa
alpinistica e i risultati scientifici; ·
come cent'anni fa, anche in questa spedizione saranno
protagonisti i topografi. Allora Winspeare e Cagni rilevarono monti
inesplorati; oggi il progetto di cooperazione internazionale vuole
supportare il Land Surveying Department d'Uganda nella realizzazione
della propria rete geodetica, in gran parte distrutta dalla guerra
civile. Verranno quindi misurati alcuni caposaldi all'interno del
Parco Nazionale del Rwenzori ed edificati nuovi pilastrini per
l'inquadramento topografico delle vette. Inoltre verrà promossa
un'azione di raffittimento geodetico, mediante strumentazione GPS,
della nuova nascente rete di ordine zero d'Uganda. Si intende in
particolare supportare i tecnici locali nella realizzazione dei
calcoli di compensazione delle reti GPS, l'inquadramento geodetico,
tramite strumentazione GPS, delle vette del massiccio del Rwenzori e
il confronto con i risultati ottenuti dalla spedizione del 1906.
Tali prime misurazioni saranno il primo contributo ad un progetto di
cooperazione, che intende supportare il governo ugandese nella
realizzazione della rete geodetica e topografica di inquadramento
del territorio, anche tramite la installazione di una stazione
permanente GPS di riferimento a Entebbe, presso la sede del
Dipartimento del Land Survey Ugandese; ·
la realizzazione di strumenti didattici e divulgativi
quali cd-rom e materiale promozionale cartaceo per gli studenti
delle scuole Ugandesi, in collaborazione con AVSI; ·
nuovi studi glaciologici e ambientali collegati con il
fenomeno del riscaldamento globale, coordinati dal prof. Claudio
Smiraglia, presidente del Comitato Glaciologico Italiano e con il
contributo scientifico del prof Georg Kaser, docente presso
l'Insitute fur Geographie, dell'Università di Innsbruck e
responsabile del "Tropical Glaciology Group"; ·
l'installazione, mantenimento e manutenzione di una stazione
metereologica automatica, grazie al supporto del Comitato Ev-K2-CNR
(che effettuerà l'installazione di una propria
stazione); ·
realizzazione attraverso l'uso di laser a
scansione e di fotogrammetria terrestre di una mappatura delle zone
di ritiro glaciale rispetto alla mappa tracciata nel 1955 (D.O.S.
Map), in modo da poter determinare la massa di ghiaccio persa dal
1955 ad oggi dagli apparati glaciali del Rwenzori. Tale attività
verrà coordinata dall'Università di Brescia; ·
la ripetizione delle riprese fotografiche effettuate da
Vittorio Sella, famoso fotografo biellese che nel 1906
contribuì alla raccolta di dati geologici e glaciologici, lavorando
su incarico del Duca degli Abruzzi. Ciò permetterà ai
ricercatori attuali il confronto e lo studio dell'evoluzione,
a cento anni di distanza, di alcune situazioni glaciologiche,
geologiche e topografiche attuali con quanto documentato dal
Sella. Le ricerche si svolgeranno su base triennale negli
anni 2006 e 2008 e avranno inizio nel giugno 2006. I primi gruppi di
ricercatori raggiungeranno l'Uganda nei mesi di giugno-luglio 2006,
mentre le ricerche avranno luogo fino a tutto il
2008. Per seguire l'evoluzione dei lavori verrà svolta
un'attività divulgativa in Italia ed in Uganda che prevede la
realizzazione di un filmato, di un ipertesto e di una mostra
itinerante. Sono anche previste alcune conferenze di
carattere scientifico-divulgativo. Tra i principali
finanziatori dell'impresa figurano "L'Umana Dimora", l'Università
degli Studi di Brescia e i fondi per la ricerca del Ministero per
l'Università e la Ricerca Scientifica. In particolare "L'Umana
Dimora" curerà l'aspetto organizzativo per ciò che concerne
l'attività alpinistica, ed il relativo coordinamento
logistico in loco, grazie anche alla collaborazione
dell'AVSI. Essa provvederà inoltre alla organizzazione in
Italia di eventi, di incontri divulgativi e di altre iniziative
finalizzate alla divulgazioni dei risultati. Dal canto suo l'AVSI
provvederà al coordinamento delle attività di divulgazione
scientifica in territorio ugandese. |
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